L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, October 20, 2010

Una legge per condannare chi cerca la verità sulla Shoah, una legge per legittimare l'esistenza e l'impunità dello stato di Israele

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/in-tempi-bui-come-questi-nei-quali.html

Una legge per condannare chi cerca la verità sulla Shoah, una legge per legittimare l'esistenza e l'impunità dello stato di Israele


In tempi bui come questi, nei quali tutti i politici di destra e di sinistra (*) si dichiarano d'accordo nel promulgare una legge per condannare chi nega l'olocausto, come se per combattere le idee (fosse anche negative, errate criminali) si possa mai utilizzare una legge costrittiva, vale la pena rileggere l'appello degli storici italiani contro il ddl Mastella, un documento del 2007.

Pur non condividendo alcune delle affermazioni che in esso vengono fatte, ritengo che, persino nell'ottica di chi crede in toto alle "verità ufficiali" sulla Shoah, una siffatta legge dovrebbe apparire assurda, grottesca e controproducente, oltre ad ingenerare il sospetto che simili mezzi coercitivi si utilizzino solo per difendere una verità artefatta.

Purtroppo gli storici che firmano il documento in oggetto non si rendono conto che questo è proprio quanto sta accadendo. Non c'è bisogno d'altronde di negare l'orrore, le torture, le violenze, gli assassinii, le deportazioni degli ebrei nei lager nazisti per rendersi conto che la storia dell' olocausto degli ebrei è stata utilizzata come un ricatto morale per giustificare ed incrementare l'esodo degli ebrei in Palestina (sionismo), la costruzione dello stato d'Israele, e fornire una sorta di patente di immunità allo stato di Israele per i suoi delitti contro i Palestinesi e per le sue ripetute violazioni delle risoluzioni dell'ONU (è palese come l'Iraq nel 1990 sia stato attaccato militarmente dall'ONU - a mezzo della NATO - per averne violato le risoluzioni, mentre per Israele l'impunità a seguito di tali violazioni è la regola).


I mass media ed i governi, persino in momenti in cui la Palestina (la striscia di Gaza in particolare) è sotto assedio, in cui navi pacifiche che portano aiuti umanitari ai palestinesi rinchiusi in un enorme ghetto vengono assaltate dall'esercito israeliano in acque internazionali, non fanno che parlare di commemorazione dell'Olocausto e di giornata della memoria, spendendo parole retoriche del tipo "ricordare perchè non succeda mai più".

Impostori, ipocriti, lingue biforcute! Se davvero ricordassero perché non succeda mai più dovrebbero adesso, subito, protestare contro la repressione dei palestinesi ad opera del governo di Israele. Essi invece vogliono che si ricordi solo il passato senza che lo si colleghi al presente, che si ricordi il il martirio degli ebrei di 65 anni fa e non il ruolo di oppressore del governo israeliano di adesso.

E una volta che ci si rende conto di tutto questo come non farsi sfiorare dal dubbio che la verità sulla Shoah potrebbe essere diversa da quella raccontata fino ad esso dalla storiografia ufficiale?

Per esempio potremmo pensare che i morti ebrei nei lager siano stati 600.000 invece che 6 milioni, cifra che non negherebbe certo l'orrore patito dalla comunità ebrea, ma che farebbe vedere certamente queste atrocità in un'altra ottica: non più LA PERSECUZIONE RAZZIALE per antonomasia, ma una delle tante orrende e criminose persecuzioni della storia moderna e contemporanea.

Del resto lo sterminio delle persone sospettate di essere simpatizzanti di sinistra ad opera del dittatore Suharto (sostenuto da Gran Bretagna e USA) durante il sanguinoso colpo di stato militare che abbatté il governo democraticamente eletto (che voleva nazionalizzare le risorse dell'Indonesia per fare godere ai suoi cittadini i frutti della propria terra) fu di circa due milioni di morti!
Alcuni elementi che fanno dubitare della cifra di sei milioni di ebrei morti nei lager nazisti li trovate in un lungo e dettagliato articolo suol blog informatieliberi di cui riporto solo l'inizio:
Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6.000.000 di Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove il totale e di 5.820.960.

Queste cifre ci vengono fornite da una delle due parti coinvolte, una sola fonte, credo sia pochino se si vuole fare un'analisi scientifica degli avvenimenti. La cifra di 6 000 000 dopo essere stata ripetuta per Milioni di volte nei giornali, televisioni e film di Hollywood é diventata ufficiale.

Questo nonostante, già alla fine della guerra, si fosse in possesso di statistiche accurate sul numero degli Ebrei prima e dopo la guerra, e dei loro movimenti migratori fuori dall'Europa, verso l'America la Palestina e la Russia.

Secondo l'Appendice N°VII, "Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del libro del Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo in quell'anno era di 15,713,638 . La stessa fonte nel 1940 riporta il numero di Ebrei nel mondo a 15,319,359. Se lo studio statistico del governo Americano é corretto la popolazione Ebraica non diminuì durante la guerra, ma subì un piccolo incremento.
Purtroppo certe informazioni spesso vengono ignorate perché, diciamo pure, molto spesso riportate da associazioni e persone assolutamente impresentabili per le loro simpatie nazi-fasciste. Ma come il signoraggio è autentico nonostante ne parli più il partito di estrema destra Forza Nuova che il (finto) partito di estrema sinistra di Rifondazione Comunista, così l'esagerazione del numero di ebrei morti nei lager nazisti è autentica nonostante venga spesso citata da partiti e persone che non nascondono una certa avversione (più o meno velata) agli ebrei in quanto tali.

E' un trucco molto ben architettato dalle élite criminali che governano il mondo, quello di mettere alcune verità in bocca a persone ed organizzazioni poco presentabili. Così la bufala del riscaldamento globale viene per lo più denunciata da organizzazioni di destra che denunciano in toto l'ambientalismo senza fare distinzioni di sorta tra lotte valide e genuine contro l'inquinamento, e finto ambientalismo.
(*) Distinzione sottile ormai questa tra "destra" e "sinistra", d'altronde abbiamo già visto come Fini e D'Alema appartengano allo stesso organismo, il CFR Europeo.



APPELLO DEGLI STORICI ITALIANI CONTRO IL DDL MASTELLA (PRESENTATO AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 26 GENNAIO 2007)

Il Ministro della Giustizia Mastella, secondo quanto anticipato dai media, proporrà un disegno di legge che dovrebbe prevedere la condanna, e anche la reclusione, per chi neghi l'esistenza storica della Shoah. Il governo Prodi dovrebbe presentare questo progetto dilegge il giorno della memoria. Come storici e come cittadini siamo sinceramente preoccupati che si cerchi di affrontare e risolvere un problema culturale e sociale certamente rilevante (il negazionismo e il suo possibile diffondersi soprattutto tra i giovani) attraverso la pratica giudiziaria e la minaccia di reclusione e condanna. Proprio negli ultimi tempi, il negazionismo è stato troppo spesso al centro dell'attenzione dei media, moltiplicandone inevitabilmente e in modo controproducente l’eco. Sostituire a una necessaria battaglia culturale, a una pratica educativa, e alla tensione morale necessarie per fare diventare coscienza comune e consapevolezza etica introiettata la verità storica della Shoah, una soluzione basata sulla minaccia della legge, ci sembra particolarmente pericoloso per diversi ordini di motivi:

1) si offre ai negazionisti, com’è già avvenuto, la possibilità di ergersi a difensori della libertà d'espressione, le cui posizioni ci si rifiuterebbe di contestare e smontare sanzionandole penalmente.

2) si stabilisce una verità di Stato in fatto di passato storico, che rischia di delegittimare quella stessa verità storica, invece di ottenere il risultato opposto sperato. Ogni verità imposta dall'autorità statale (l'”antifascismo” nella DDR, il socialismo nei regimicomunisti, il negazionismo del genocidio armeno in Turchia, l'inesistenza di piazzaTiananmen in Cina) non può che minare la fiducia nel libero confronto di posizioni e nella libera ricerca storiografica e intellettuale.

3) si accentua l'idea, assai discussa anche tra gli storici, della "unicità della Shoah", non in quanto evento singolare, ma in quanto incommensurabile e non confrontabile con ogni altri evento storico, ponendolo di fatto al di fuori della storia o al vertice di una presunta classifica dei mali assoluti del mondo contemporaneo. L'Italia, che ha ancora tanti silenzi e tante omissioni sul proprio passato coloniale,dovrebbe impegnarsi a favorire con ogni mezzo che la storia recente e i suoi crimini tornino a far parte della coscienza collettiva, attraverso le più diverse iniziative e campagne educative.La strada della verità storica di Stato non ci sembra utile per contrastare fenomeni, molto spesso collegati a dichiarazioni negazioniste (e certamente pericolosi e gravi), di incitazione alla violenza, all'odio razziale, all'apologia di reati ripugnanti e offensivi perl'umanità; per i quali esistono già, nel nostro ordinamento, articoli di legge sufficienti a perseguire i comportamenti criminali che si dovessero manifestare su questo terreno.

E' la società civile, attraverso una costante battaglia culturale, etica e politica, che può creare gli unici anticorpi capaci di estirpare o almeno ridimensionare ed emarginare le posizioni negazioniste. Che lo Stato aiuti la società civile, senza sostituirsi ad essa con una legge che rischia di essere inutile o, peggio, controproducente.

Marcello Flores, Università di Siena

Simon Levis Sullam, Università di California, Berkeley

Enzo Traverso, Università de Picardie Jules Verne

David Bidussa, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Bruno Bongiovanni, Università di Torino

Simona Colarizi, Università di Roma La Sapienza

Gustavo Corni, Università di Trento

Alberto De Bernardi, Università di Bologna

Tommaso Detti, Università di Siena

Anna Rossi Doria, Università di Roma Tor Vergata

Maria Ferretti, Università della Tuscia

Umberto Gentiloni, Università di Teramo

Paul Ginsborg, Università di Firenze

Carlo Ginzburg, Scuola Normale Superiore, Pisa

Giovanni Gozzini, Università di Siena

Andrea Graziosi, Università di Napoli Federico II

Mario Isnenghi, Università di Venezia

Fabio Levi, Università di Torino

Giovanni Levi, Università di Venezia

Sergio Luzzatto, Università di Torino

Paolo Macry, Università di Napoli Federico II

Giovanni Miccoli, Università di Trieste

Claudio Pavone, storico

Paolo Pezzino, Università di Pisa

Alessandro Portelli, Università di Roma La Sapienza

Gabriele Ranzato, Università di Pisa

Raffaele Romanelli, Università di Roma La Sapienza

Mariuccia Salvati, Università di Bologna

Stuart Woolf, Istituto Universitario Europeo, Firenze

Aderiscono anche:

Cristina Accornero, Università di Torino

Ersilia Alessandrone Perona

Franco Andreucci, Università di Pisa

Franco Angiolini, Università di Pisa

Barbara Armani, Università di Pisa

Angiolina Arru, Università di Napoli L'Orientale

Marino Badiale, Universita' di Torino

Elena Baldassari, Università di Roma La Sapienza

Luca Baldissara, Università di Pisa

Roberto Balzani, Università di Bologna

Giovanni Belardelli, Università di Perugia

Elissa Bemporad, Center for Jewish History, New York

Emmanuel Betta, Università di Roma La Sapienza

Fabio Bettanin, Università di Napoli L’Orientale

Roberto Bianchi, Università di Firenze

Alfonso Botti, Università di Urbino

Anna Bravo, Università di Torino

Camillo Brezzi, Università di Siena

Antonio Brusa, Università di Bari

Marco Buttino, Università di Torino

Davide Cadeddu, Università di Milano

Gia Caglioti, Università di Napoli Federico II

Luigi Cajani, Università di Roma La Sapienza

Giampaolo Calchi Novati, Università di Pavia

Marina Calloni, Università di Milano Bicocca

Fulvio Cammarano, Università di Bologna

Alfredo Canavero, Università degli Studi di Milano

Leonardo Capezzone, Università di Roma La Sapienza

Riccardo Caporale

Vittorio Cappelli, Università della Calabria

Paolo Capuzzo

Franco Cardini, Università di Firenze


Maddalena Carli, Università di Teramo

Paola Carlucci, Scuola Normale Superiore Pisa

Gennaro Carotenuto, Università di Macerata

Paola Carucci

Carolina Castellano, Università di Napoli Federico II

Mirella Castracane Mombelli, SSAB

Sonia Castro, Università di Pavia

Tulla Catalan, Università di Trieste

Alberto Cavaglion, Università di Milano

Franco Cazzola, Università di Firenze

Roberto Chiarini, Università di Milano

Giovanna Cigliano, Università di Napoli Federico II

Fulvio Conti, Università di Firenze

Giovanni Contini, Università di Roma La Sapienza

Daniele Conversi, University of Lincoln

Pietro Costa, Università di Firenze

Augusto D’Angelo, Università di Roma La Sapienza

Leandra D’Antone, Università di Roma La Sapienza

Angelo D’Orsi, Università di Torino

Vanni D'Alessio, Università di Napoli Federico II

Fulvio De Giorgi

Giovanni De Luna, Università di Torino

Andreina De Clementi, Università di Napoli L'Orientale

Fabio Dei, Università di Pisa

Mario Del Pero, Università di Bologna

Nunzio Dell’Erba, Università di Torino

Giorgio Delle Donne, Bolzano

Lucia Denitto, Università di Lecce

Giulia Devani,

Paola Di Cori, Università di Urbino

Patrizia Dogliani, Università di Bologna

Benito Donato, Cosenza

Elena Fasano Guarini, Università di Pisa

Paolo Favilli, Università di Genova

Giovanni Federico, Università di Pisa

Carlotta Ferrara degli Uberti

Cristiana Fiamingo, Università di Milano

Enzo Fimiani, Biblioteca provinciale Pescara

Vinzia Fiorino, Università di Pisa

Guido Formigoni, Università di Milano IULM

Vittorio Frajese, Università di Roma Tor Vergata

Giulia Fresca, Cosenza

Carlo Fumian, Università di Padova

Valeria Galimi, Università di Siena

Ernesto Galli della Loggia, Università di Milano San Raffaele

Luigi Ganapini, Università di Bologna

Antonella Gedda

Giuliana Gemelli, Università di Bologna

Aldo Giannuli, Università di Bari

Antonio Gibelli, Università di Genova

Maria Grazia Meriggi, Università di Bergamo

Gabriella Gribaudi, Università di Napoli Federico II

Yuri Guaiana, Università di Milano Bicocca

Giancarlo Jocteau, Università di Torino

Stefano Levi della Torre

Sara Lorenzini, Università di Trento

Domenico Losurdo, Università di Urbino

Paola Magnarelli, Università di Macerata

Maria Marcella Rizzo, Università di Lecce

Filippo Maria Giordano, Pavia

Gian Maria Varanini, Università di Verona

Rosaria Marina Arena, Università di Siena

Marcella Marmo, Università di Napoli Federico II

Dora Marucco, Università di Torino


Massimo Mastrogregori, Università di Roma La Sapienza

Marco Mayer, Università di Firenze

Claudio Mellana, Torino

Annalucia Messina

Marica Milanesi, Università di Pavia

Claudio Moffa, Università di Teramo

Marco Mondini, Università di Padova

Davide Montino, Università di Genova

Daniele Montino, Università di Genova

Giovanni Montroni, Università di Napoli Federico II

Massimo Morigi

Antonio Moscato

Stefania Nanni, Università di Roma La Sapienza

Gloria Nemec, Università di Trieste

Giacomina Nenci, Università di Perugia

Serge Noiret

Ivar Oddone, Torino

Chiara Ottaviano,

Cliomedia Officina

Maura Palazzi, Università di Ferrara

Gianni Perona, INSMLI, MilanoFrancesco Petrini

Stefano Petrungaro, Università di Venezia

Vincenzo Pinto, Università di Torino-Gerusalemme

Francesco Piva, Università di Roma Tor Vergata

Stefano Pivato, Università di Urbino

Alessandro Pizzorno, Istituto Universitario Europeo Firenze

Regina Pozzi, Università di Pisa

Adriano Prosperi, Scuola Normale Superiore di Pisa

Leonardo Rapone, Università della Tuscia

Maurizio Ridolfi, Università della Tuscia

Gabriele Rigano, Università per Stranieri di Perugia

Domenico Rizzo, Università di Napoli L’Orientale

Giorgio Rochat, Università di Torino

Giovanni Romeo, Università di Napoli Federico II

Maria Rosaria Stabili, Università di Roma III

Andrea Rossi, Istituto di storia contemporamea, Ferrara

Rodolfo Rossi, Università cattolica del Sacro Cuore, Brescia

Lucia Rostagno, Università di Roma La Sapienza

Piero S. GragliaSilvia Salvatici, Università di Teramo

Enrica Salvatori, Università di Pisa

Sara Sappino, Università di Pavia

Ayse Saracgil, Università di Firenze

Laura Savelli, Università di Pisa

Biancamaria Scarcia Amoretti, Università di Roma La Sapienza

Guri Schwarz, Università di Pisa

Giovanni Scirocco, Università di Bergamo

Francesco Scomazzon, Università di Milano

Maria Serena Piretti, Università di Bologna

Alfio Signorelli, Università di Roma La Sapienza

Francesca Socrate, Università di Roma La Sapienza

Simonetta Soldani, Università di Firenze

Carlotta Sorba, Università di Padova

Carlo Spagnolo, Università di Bari

Lorenzo Strik Lievers, Università di Milano Bicocca

Maria Susanna Garroni, Università di Napoli "L'Orientale"

Arnaldo Testi, Università di Pisa

Rita Tolomeo, Università di Roma La Sapienza

Cristiana Torti

Francesco Traniello, Università di Torino

Anna Treves, Università di Milano

Alessandro Triulzi, Università di Napoli L’Orientale

Simona Troilo, Istituto Universitario Europeo

Gabriele Turi, Università di Firenze

Angelo Ventrone

Angelo Ventura, Università di Padova

Claudio Venza, Università di Trieste

Alessandra Veronese, Università di Pisa

Elisabetta Vezzosi, Università di Trieste

Vittorio Vidotto, Università di Roma La Sapienza

Loris Zanatta, Università di Bologna

Bruno Ziglioli, Università di Pavia 

3 comments:

  1. Il solito corrado che, quando non scrive menzogne sui vaccini è il solito filonazista

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  2. Ma come, non erano tutti complici del complotto plutogiudaicomassonsionista?

    Oh intendiamoci, nemmeno a me piace una legge "repressiva" cosi' come la propongono.
    Mi accontento di poter prendere a calci nei denti certi idioti negazionisti. :)
    In senso figurato, ovvio, in senso figurato...

    Saluti
    Michele

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